Nella primavera del 1794, mentre il Terrore mieteva vittime, la polizia rivoluzionaria scoprì a Parigi una setta clandestina. La guidava Catherine Théot, un'anziana veggente che si faceva chiamare "Madre di Dio" e annunciava l'avvento imminente di un messia rigeneratore. Per i suoi seguaci, quel messia aveva un nome: Maximilien Robespierre.
Per i nemici dell'Incorruttibile fu un dono insperato. Robespierre aveva appena istituito il culto dell'Essere Supremo, presiedendone la festa come un sommo sacerdote; l'affare Théot permise di dipingerlo come un fanatico che si credeva l'eletto di una profetessa. Il ridicolo, in politica, uccide: poche settimane dopo, il 9 termidoro, la Convenzione lo mise fuori legge. Il 28 luglio 1794 salì alla ghigliottina.
La profezia che rovesciò un regime
Catherine Théot morì in carcere poco dopo, e gli storici discutono ancora quanto il suo culto pesò davvero sulla caduta di Robespierre. Ma il paradosso resta scolpito: nell'epoca che aveva proclamato la dea Ragione, fu una profezia a fornire l'arma per abbattere l'uomo più potente di Francia.
