I Catari del Midi francese credevano in due princìpi — luce e tenebra — e in una chiesa povera, fatta di "perfetti" vestiti di nero che rifiutavano giuramenti e violenza. Roma li dichiarò eretici; quando le predicazioni fallirono, papa Innocenzo III bandì contro di loro una crociata in piena terra cristiana.
Il 22 luglio 1209 l'esercito crociato giunse davanti a Béziers. Ai cittadini fu chiesto di consegnare gli eretici; rifiutarono. Nel saccheggio che seguì la città fu annientata. A quel giorno la cronaca di Cesario di Heisterbach lega la frase più agghiacciante del medioevo, attribuita al legato pontificio Arnaud Amaury: "Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi".
La memoria dei "buoni uomini"
La crociata albigese durò vent'anni e si concluse con i roghi di Montségur. Ma i Catari non scomparvero dall'immaginario: divennero il grande mito esoterico d'Europa, intrecciato a leggende sul Graal e su tesori nascosti. Béziers resta il monito di che cosa accade quando il potere decide che una fede diversa non ha diritto di esistere.
