Rebecca Nurse aveva settantun anni, dodici figli cresciuti e una reputazione di pietà che nessuno a Salem osava mettere in dubbio. Quando nel marzo 1692 fu accusata di stregoneria dalle "ragazze afflitte", quaranta vicini firmarono una petizione in sua difesa — un atto di coraggio raro, quell'anno.
La giuria la assolse. Ma le urla delle accusatrici in aula spinsero i giudici a chiedere un riesame, e il verdetto fu rovesciato. Il 19 luglio 1692 Rebecca fu impiccata a Gallows Hill insieme a Sarah Good, Susannah Martin, Elizabeth Howe e Sarah Wildes. Alla scomunica della sua chiesa rispose, si racconta, con un silenzio pieno di dignità.
La coscienza di Salem
Nel giro di pochi anni Salem si vergognò di sé stessa: giurati e accusatori ritrattarono, la sua chiesa revocò la scomunica, e nel 1711 la colonia risarcì la famiglia. Oggi un monumento la ricorda come simbolo dell'innocenza travolta dall'isteria — il volto più umano di una caccia alle streghe che non trovò mai nemmeno una strega.
