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🕯 Cronache dell'Occulto17 luglio 1918

La profezia di Rasputin e la fine dei Romanov

Nella notte del 17 luglio 1918 lo zar Nicola II e la sua famiglia furono fucilati a Ekaterinburg. Una lettera attribuita a Rasputin avvertiva: se fosse stato ucciso dai nobili, la dinastia sarebbe scomparsa entro due anni. Così fu, 19 mesi dopo la sua morte. L'autenticità della lettera è dibattuta.

La profezia di Rasputin e la fine dei Romanov

Grigorij Rasputin, il contadino siberiano divenuto guaritore e confidente degli zar, fu assassinato nel dicembre 1916 da un gruppo di aristocratici. Secondo una lettera a lui attribuita, scritta poche settimane prima, il veggente aveva lasciato un avvertimento terribile: se a ucciderlo fossero stati i nobili, "nessuno della famiglia, nessuno dei figli o dei parenti, resterà in vita per più di due anni".

Nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918 — diciannove mesi dopo — lo zar Nicola II, la zarina Alessandra e i loro cinque figli furono fucilati in una cantina di Ekaterinburg. La dinastia che aveva governato la Russia per tre secoli si spense in pochi minuti, entro il termine che la lettera aveva fissato.

Tra profezia e leggenda

Gli storici discutono ancora l'autenticità di quel documento, pubblicato anni dopo dal segretario di Rasputin. Profezia autentica o leggenda nata dal senno di poi, essa ha saldato per sempre il destino del "monaco nero" a quello dei Romanov: l'uomo che la corte non seppe decifrare da vivo divenne, da morto, il suo oracolo più esatto.

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Fonti: Massie, R. K., Nicholas and Alexandra · Radzinsky, E., The Rasputin File

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