Per tre secoli e mezzo il solo nome dell'Inquisizione spagnola bastò a gelare il sangue. Fondata nel 1478 dai Re Cattolici, perseguì conversos ed eretici, streghe e lettori di libri proibiti, con processi segreti e autodafé pubblici. Gli storici moderni stimano decine di migliaia di processi e migliaia di esecuzioni.
Il 15 luglio 1834, con un decreto firmato dalla reggente Maria Cristina, l'istituzione fu abolita per sempre. Non cadde per un moto di coscienza improvviso: era ormai un relitto, svuotato dalle idee illuministe e dalle guerre napoleoniche. Ma la data resta simbolica — il giorno in cui l'Europa chiuse ufficialmente il più longevo tribunale della fede.
La memoria dei processi
Paradossalmente, proprio gli archivi dell'Inquisizione sono oggi una miniera per gli studiosi di magia e stregoneria: ogni processo registrava con cura maniacale incantesimi, amuleti, divinazioni e sogni degli accusati. Il tribunale che voleva cancellare l'occulto ne è diventato, suo malgrado, il più grande archivista.
