Jan Hus era un predicatore boemo che osò dire ad alta voce ciò che molti pensavano: che la Chiesa del suo tempo vendeva ciò che non le apparteneva — il perdono, la salvezza, la verità. Dal pulpito della Cappella di Betlemme a Praga, predicava in lingua ceca, non in latino, perché il popolo capisse.
Convocato al Concilio di Costanza con una promessa imperiale di salvacondotto, fu invece arrestato, processato per eresia e, il 6 luglio 1415, condotto al rogo. Rifiutò fino all'ultimo di ritrattare. La tradizione gli attribuisce una profezia pronunciata tra le fiamme: "Oggi arrostite un'oca (Hus, in ceco), ma tra cent'anni verrà un cigno che non potrete bruciare".
Il cigno annunciato
Cent'anni e due anni dopo, nel 1517, Martin Lutero affisse le sue tesi a Wittenberg — e i luterani non dimenticarono mai quella profezia. Vera o costruita a posteriori, essa mostra come anche la storia della fede sia attraversata da presagi: parole gettate nel fuoco che il tempo trasforma in verità.
